Anche un
problema meccanico può diventare un'avventura, o scatenare una serie di
eventi che, a posteriori, potranno rivelarsi piacevoli da ricordare. Ma
non per questo vi consigliamo di partire con poco olio al motore, i pneumatici
ormai sulle tele e un portapacchi
mai fissato. Un viaggio in Europa occidentale si può affrontare con una
carta di credito e un contratto EuropAssistance,
ma la traversata dei continente africano richiede una scrupolosa
preparazione della moto, una serie di ricambi e un buon set di attrezzi.
Prima di partire sarà bene imparare a intervenire sulla meccanica,
istruirsi in qualche tecnica di orientamento e sopravvivenza, e dedicarsi
a un'efficiente preparazione atletica.
Se proprio volete aggiungere un
piccolo extra alla trousse di bordo (spesso molto sguarnita) basteranno
qualche cacciavite, due pinze (di cui una a becchi sottili) e una serie
di chiavi poligonali delle misure necessarie sulla vostra moto: 8, 10, 13,
17 e 19 per le due ruote europee e 8, 10, 12, 14, 17 per le giapponesi;
per entrambi i "filoni", poi, una serie di chiavi a brugola da
4, 5, 6 e 8. Se volete approfondire l'argomento consultate il vostro
meccanico di fiducia. Gli unici ricambi assolutamente indispensabili in
ogni viaggio sono delle lampadine di scorta per i fanali principali (e gli
eventuali attrezzi per sostituirle).
Non dimenticate poi
l'occorrente per rimediare alle forature: le bombolette gonfia-e-ripara,
leve e attrezzi con camera d'aria o tappi per i pneumatici tubeless, o al
limite, se proprio non sapete da dove cominciare, un ... telefono
cellulare GSM per chiamare il soccorso stradale!
Con una sport-tourer di media e grossa cilindrata oggi non è più il caso
di perdere tempo in officina. L’affidabilità di queste moto è tale da
non richiedere alcun intervento straordinario. Un vero dispiacere per i
nostalgici che amavano il lungo rito di controlli e modifiche prima della
partenza. Oggi l'unico aspetto da valutare bene prima dei via è la
disposizione dei bagagli e il montaggio di borse con relativi attacchi.
Tutto il resto normalmente contemplato dai tagliandi previsti per la
manutenzione ordinaria. Una vacanza può essere semmai l'occasione per una
chiacchierata con il meccanico di fiducia sugli eventuali difetti cronici
dei vostro modello, e su qualche intervento per sistemare il "problemino"
che vi trascinavate da tempo. Un controllo ai livelli (liquido di
raffreddamento, olio motore, liquido freni e acqua distillata nella
batteria), alla pressione dei pneumatici, alla tensione della catena di
trasmissione, all'usura delle pastiglie-freno e alla copiosità di
eventuali trafilaggi. Eventuali sostituzioni anticipate valutatele insieme
al vostro meccanico, tenendo presente chilometri e tipo di percorso che
volete affrontare. Infatti, se possedete un modello poco diffuso può
essere più intelligente sostituire le pastiglie dei freni o la
trasmissione finale (pignone corona e catena) prima della partenza, anziché
perdere dei giorni per aspettare i ricambi nella località dove
eventualmente vi siete fermati. Piuttosto, controllate se nella
documentazione fornita dalla Casa è presente un elenco di officine
autorizzate e se queste sono presenti nella zona della vostra vacanza.
Altrimenti informatevi presso l'importatore o la Casa costruttrice.
Anche le enduro a quattro tempi sono paragonabili, come affidabilità, ai
modelli stradali. Non è un caso che molti mototuristi preferiscano le
grosse bicilindriche di memoria africana alle classiche turismo puramente
stradali. Grazie a motori elastici e potenti, capaci di velocità di oltre
200 km/h, assetti comodi e sospensioni morbide e a lunga escursione,
modelli come Yamaha Superteneré, Cagiva Elefant, Honda Africa Twin e Bmw
GS che hanno conquistato la fama di granturismo. Ma anche le più piccole
e agili monocilindriche sono sfruttate nei periodi vacanzieri per un
turismo esclusivamente stradale. La sostituzione dei pneumatici tassellati
con altri dal battistrada più adatto all'asfalto rispettando le misure
originali, è una modifica legale, che consente di avere meno rumore e
vibrazioni e spesso una durata maggiore dei pneumatici stessi.
Spesso
il parafanghi anteriore "alto", causa prima dell’effetto
"vela", viene sostituito con uno aderente alla ruota; inoltre,
un cupolino o un piccolo parabrezza possono migliorare sensibilmente il
comfort nei lunghi trasferimenti autostradali.
Sulle
enduro, però, è più difficile adattare bene borse e bauletti. Purtroppo
l'assetto di queste moto costringe a posizionare il bagaglio a un'elevata
distanza da terra, a svantaggio dei baricentro e di conseguenza rendendo
la guida più difficoltosa. Il silenziatore in posizione estremamente
rialzata non consente a volte il montaggio di borse capienti e/o in
posizione aderente. Perciò i più convinti modificano l’impianto di
scarico o installano marmitte con giri basso come sulle moto stradali.
In ogni caso i vari produttori di portapacchi e accessori da viaggio hanno
in catalogo modelli specifici per le enduro più diffuse, in grado di
supportare le valigie e i bauletti più capienti, anche quelli da 40-50
litri. Sulle enduro con serbatoi più larghi del motore è possibile
montare delle speciali borse dotate di ampi scomparti laterali che
scendono sui fianchi dei serbatoio stesso. Se non limitano l'abitabilità
delle gambe, sono un'ottima soluzione per caricare peso in una posizione
molto vicina al baricentro della moto. E’ possibile sfruttare anche la
zona anteriore per fissare un bagaglio su un piccolo portapacchi da
fissarsi alla piastra di sterzo. Tuttavia, in questo modo si perde in
facilità di guida, senza contare che nel fuoristrada impegnativo si deve
valutare l'influenza dei peso in eccesso sullo sterzo. Infine,
c'è chi trova vantaggioso sostituire i caratteristici manubri molto
larghi con altri di impostazione e caratteristiche leggermente più
stradali.
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