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Vademecum per il motociclista.
Il piacere del viaggio non è in realtà uno solo: come tutti i
desideri c'è una prima, c'è la realizzazione e c'è il dopo. In queste pagine potete trovare
tutte le notizie utili ed indispensabili per viaggiare in modo
sicuro ed informato. Un pò di consigli e qualche trucco per
portare a casa il meglio delle vostre vacanze senza troppi
sacrifici.
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| Documentare
il viaggio
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Foto
e video sono due sistemi complementari, la macchina fotografica coglie
l'attimo, la videocamera imprime sul nastro suoni e azioni in movimento.
Se si viaggia in gruppo le cose sono più facili, nel senso che i compiti
e naturalmente l'attrezzatura possono essere suddivisi; partire da soli,
magari con un passeggero al seguito, comporta quasi inevitabilmente il
dover fare una scelta, quasi sempre dettata dalla necessità di ridurre al
minimo il bagaglio non indispensabile. Da un lato la fotocamera è un
sistema autonomo (al massimo necessita di una batteria nuova) che può
arrivare ad occupare, nel caso si opti per una compatta 35 mm, può
davvero occupare lo spazio di una delle tasche dei vostro giubbotto.
Qualcuno di voi starà storcendo il naso. Una compatta? Ma cosi la qualità
va a farsi friggere! Non è dei tutto vero. Nel senso che sul mercato ci
sono moltissimi apparecchi integrati, di ultima generazione,
qualitativamente di tutto rispetto. Dei resto, anche l'appassionato che in
altre situazioni non rinuncerebbe mai alla sua reflex, al set di
obiettivi, al flash dedicato e magari al cavalletto, nel caso di un
viaggio in moto deve arrivare ad un compromesso. Questo non vale nel caso
siate impegnati nella realizzazione di un servizio fotogiornalistico da
proporre in seguito a qualche testata specializzata. Se avete velleità di
questo tipo sappiate che servono un'attrezzatura di tipo professionale e
obiettivi superluminosi. La definizione delle immagini (sempre richieste
su diapositiva dalle redazioni) è di primaria importanza, e può a volte
sopperire al fatto di non avere credenziali o una certa esperienza sul
campo. Per tornare al discorso precedente, riteniamo che documentare un
motoviaggio con una fotocamera compatta di buona qualità sia certamente
una scelta da tenere in considerazione. La videocamera, d'altro canto,
possiede altri pregi. Imprime sul nastro magnetico atmosfere e situazioni,
i discorsi delle persone, i suoni... e volendo i vostri appunti: al posto
di carta e penna basta mettere la macchina in registrazione e parlare nel
microfono. Alcuni modelli digitali dispongono addirittura della funzione
"registratore audio", alla quale adibiscono una parte della
memoria interna. Ancora, le videocamere digitali consentono di imprimere
su nastro anche immagini fisse (con un piccolo commento audio) ma in
questo caso la qualità è di molto inferiore alla stessa immagine
ottenuta con una fotocamera.
Per quanto riguarda pesi e ingombri, foto e video possono essere posti su
un piano paritetico. Il peso è sempre molto contenuto (intorno a 1 kg) e,
a livello di equipaggiamento, un pacco di dieci rullini occupa lo stesso
spazio dei caricabatteria e di un paio di nastri per la videocamera. I
contro di quest'ultima sono però maggiori: la videocamera è più
sensibile all'umidità e alla polvere, e ricaricarne la batteria in
condizioni particolari (tipo raid in solitario nel deserto) può diventare
un problema insuperabile. Per dare alcuni criteri di scelta a chi si
appresta ad acquistare uno o l'altro sistema, abbiamo selezionato alcuni
modelli in base a tre fattori: rapporto prezzo/qualità, dotazione di
bordo e dimensioni ideali per il mototurismo. Ecco
alcune indicazioni relative ai differenti standard oggi disponibili nel
settore delle macchine fotografiche compatte, illustrandone le principali
funzioni
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Scegliere
la fotocamera
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Compatte
35 mm
Rappresentano
l'80% degli apparecchi in circolazione grazie all'ottimo rapporto
prezzo/prestazioni. Stanno soppiantando le tradizionali reflex di
primo prezzo ad ottiche intercambiabili, grazie a dotazioni di rilievo
quali obiettivo zoom, flash incorporato, esposimetro sofisticato e
molte opzioni operative. Il classico fotoamatore che gira con la borsa
zeppa di attrezzatura è destinato a scomparire, e questo è ancora più
vero per i motociclisti, alla continua ricerca di spazio a bordo. Alla
maggior parte degli utilizzatori poco interessa come funziona
tecnicamente l'apparecchio e ancor meno hanno voglia di leggere
manuali d'uso, spesso incomprensibili. E tutto sommato hanno ragione.
Le belle immagini si trovano prima di tutto nella creatività e nella
passione di chi sta dietro l'obiettivo. L'immagine della fidanzata in
stile cartolina, ovviamente controluce, raramente risulterà
piacevole, anche se scattata coi migliori apparecchi, senza la sensibilità
estetica dei fotografo. Le funzioni comunque non guastano, e le
compatte ne hanno davvero da vendere. Vediamone alcune. La modalità
"red-eye", quasi sempre presente, evita o riduce di molto il
classico effetto che rende gli occhi rossi quando si utilizza il
flash. Al momento dello scatto un prelampo fa contrarre le pupille dei
soggetto prima dei flash principale. Per ovviare all'annoso problema
di avere panorami bellissimi ma il viso dei vostro compagno nero e
irriconoscibile, molti apparecchi sono stati dotati della modalità
"fill-in". Con questo dispositivo il flash dell'apparecchio
scatta anche quando la luce ambiente sarebbe sufficiente, evitando la
sottoesposizione dei soggetto. A molti sarà capitato di scattare in
ambienti poco illuminati, sperando nella buona sorte. Speranze sempre
deluse. Dopo lo sviluppo l'immagine è il più delle volte mossa,
senza possibilità d'appello. Anche qui la tecnologia ci dà una mano.
Il dispositivo autoflash attiva il lampo quando l'esposimetro rileva
luce insufficiente. Questo possibilità potrebbe d'altra parte
rovinare la ripresa di un tramonto, dove la luce è insufficiente ma
un flash annullerebbe l'atmosfera. Arriva dunque la modalità
flash-off che esclude il ricorso al lampo, ma provvede ad una
esposizione corretta. L’inserimento della pellicola è quasi sempre
un'operazione semplicissima che si chiama "drop-in". Il
rullino si appoggia nella macchina per caduta, il motore ínterno
provvede ad avvolgerlo fino al primo fotogramma, impostando
automaticamente la sensibilità. Impossibile dunque scattare decine di
volte prima di accorgersi di aver dimenticato di agganciare il rullo.
Dopo tante note rassicuranti vi segnaliamo un possibile problema:
l'inquadratura. La maggioranza delle compatte utilizza mirini di tipo
galileiano: a differenza delle reflex, dove si guarda attraverso
l'obiettivo, con le compatte ciò che si vede nel mirino non
corrisponde al risultato della fotografia. Per non tagliare dettagli
importanti, è importante lasciare sempre un po' di "aria"
ai lati, rispetto al soggetto.
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Compatte
APS
Un
capitolo a parte riguarda le fotocamere compatte 35 mm APS. Questi
apparecchi sono stati presentati nel '96 come innovativi rispetto alle
macchine tradizionali. Fino ad oggi, però, il mercato non ha
apprezzato l'offerta a causa dei prezzi elevati. E questo è anche il
nostro giudizio: un nuovo standard è giustificato dall'introduzione
di reali vantaggi per l'utilizzatore. In pratica la novità consiste
nel rullino, difficilmente reperibile al di fuori delle grandi città.
Differente, anche se simile, dal tradizionale rocchetto, conserva al
suo interno la pellicola anche dopo lo sviluppo. Per conoscerne il
contenuto, il laboratorio stampa una foto (index) in cui risultano
tutti i fotogrammi. Questo è l'unico strumento per scegliere i propri
scatti. Esistono 3 formati di stampa: C, H e Panorama che
corrispondono a 10x15 cm, 10x8 cm e 10x25 cm. Sulla pellicola è
predisposta una banda magnetica sulla quale è possibile registrare i
valori di stampa, per un successivo utilizzo. Il rullino può essere
estratto anche prima dell'ultimo scatto. Una volta reintrodotto, la
macchina posizionerà la pellicola sul primo scatto utile. Ancora
limiti. Non è possibile utilizzare pellicole diapositive e le
sensibilità esistenti sono di 100, 200 e 400 ASA.
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Fotocamere
Digitali
La
vera rivoluzione degli apparecchi fotografici sì è avuta con
l'introduzione dei sistemi digitali destinati al mercato amatoriale.
Esteticamente sono molto simili alle macchine compatte ma registrano
l'immagine attraverso sensori interni di tipo CCD (come quelli delle
videocamere) e la imprimono non su pellicola ma bensì su minuscole
unità riscrivibili (memorie rigide e floppy disk) dalle quali possono
essere scaricate, per la visione e il trattamento su personal computer
(anche quello di casa può dimostrarsi efficace, se di recente
concezione). Una volta scattata l'immagine, utilizzando software di
elaborazione è possibile modificare a piacere quanto appare sullo
schermo: scontornare il soggetto, inserire un nuovo sfondo,
sovrapporre più fotogrammi, ecc. E’ sufficiente disporre di tempo e
buona volontà per raggiungere risultati soddisfacenti. L’immagine
virtuale a questo punto può essere riversata su carta. Esistono vari
sistemi, ma per l'utilizzo amatoriale buoni risultati si ottengono
anche con una normale stampante a carta comune, meglio se a colori.
Risultati di qualità superiore si possono ottenere applicando alcune
varianti allo schema convenzionale (tipo ripresa con macchina
fotografica convenzionale e intervento sulla diapositìva o sulla
stampa acquisendola tramite uno scanner). Attualmente, per la ripresa
digitale, soprattutto amatoriale, non raggiungono alcora la
definizione della fotografia tradizionale.
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Le
Reflex
Tecnicamente le migliori nel formato 35 mm. Adatte ai più
esigenti. A parte gli apparecchi di tipo semi o professionale, nella
fascia dai 350,00 ai 450 Euro, citiamo tre marche tra le migliori
della categoria: Nikon, Minolta e Canon. Montano di serie un'ottica
zoom (naturalmente intercambiabile) 28-80 mm e il flash incorporato.
Chi ama fotografare difficilmente si separa da una reflex. La
possibilità di cambiare obiettivi non lascia desideri insoddisfatti e
le regolazioni manuali, sempre presenti, consentono di rendere
un'immagine ancor più interessante. |
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Le
Pellicole
Due parole a proposito di un argomento che molti liquidano in modo un
pò troppo superficiale. Potete scattare le migliori foto del mondo,
ma se registrate su una pellicola do cattiva qualità all'atto pratico
sembreranno nulla di speciale. Comprate, allora, solo film di
qualità, accertatevi che non siano scaduti, cercate di tenerli al
riparo dalla luce e dal caldo.
Una volta tornati a casa, giunge il momento di farli sviluppare. I
consigli sono due. Il primo è quello di procedere allo sviluppo il
più rapidamente possibile. Maggiore è il tempo che passa fra
l'esposizione e lo sviluppo, minore sarà la brillantezza dei colori.
Il secondo: state attenti ai laboratori. Esistono centri professionali
che garantiscono i migliori risultati. Provate a fare dei confronti e
vedrete che differenza di colori. |
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Il
Trasporto
Ultimo capitolo: la borse. Compratele buone, le migliori che riuscite
a trovare. La borsa, specie se viaggiate in moto, deve proteggere la
vostra attrezzatura. Le migliori in commercio, oltre ad essere
impermeabili dispongono di chiusure che si appongono efficacemente
alla polvere ma, soprattutto, sono in grado di assorbire urti e
vibrazioni. Ne esistono di diverse forme e misure, ma quello che conta
è che entrino nella borsa da serbatoio perché di mettere la borsa
fotografica a mò di bauletto non se ne parla neppure. Nella borsa da
serbatoio, l'apparecchiatura resta protetta ma anche a portata di
mano.
Se decidete di tenere la macchina fotografica addosso, dimenticatevi
gli zainetti: sono poco pratici e inutilmente scomodi. Meglio un
marsupio, oppure una moderna fondina in neoprene: sono leggerissime e
impermeabili. In ogni caso, qualora si decida di tenere fuori la borsa
fotografica bisogna fare i conti con il tempo. Una forte pioggia presa
a centoventi chilometri all'ora è in grado di superare le difese
delle borse più sofisticate. |
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