|
|
|
BMW
R 1200 GS
Tecnologia
|
|
All'alimentazione
provvede un sistema di iniezione elettronica
sequenziale con
gestione separata ed indipendente per ogni cilindro. I
parametri fondamentali sulla base dei quali la centralina
elabora i dati per l'iniezione sono il regime motore,
l'angolo di apertura delle farfalle, la temperatura del
motore e dell'aria aspirata nonché la pressione
atmosferica della stessa.
Ogni cilindro ha una sua sonda lambda posizionata
nel relativo collettore di scarico. Il minimo viene
regolato automaticamente quindi non c'è bisogno di
"tirare l'aria" per le partenze a freddo.
Una caratteristica molto interessante è la prevenzione
del battito in testa. Sui cilindri è installato un
sensore che riconosce le vibrazioni tipiche del battito in
testa e vi pone immediatamente fine impartendo alla
centralina elettronica di gestione del motore una
riduzione dell'anticipo di accensione per eliminare il
rischio di possibili danni. Come BMW tiene a precisare, a
sottolineare la vocazione per il turismo a lungo raggio
della sua nuova GS, ciò rende possibile l'utilizzo senza
nessun tipo di intervento manuale della benzina a basso
numero di ottani che talvolta può essere l'unica
disponibile in paesi lontani.
Come
sulla precedente 1150 GS, anche la nuova 1200 può contare
sull'accensione a doppia candela. La novità
risiede nella gestione del punto di accensione delle
candele a seconda delle condizioni di utilizzo della moto:
carico parziale o pieno carico. In pratica, entro fasce
definite della mappatura, all'approssimarsi del pieno
carico, quando il vantaggio della doppia accensione va via
via scemando, la differenza di fase tra prima e seconda
candela può essere così grande da far scoccare la
scintilla della candela secondaria addirittura 60° dopo
il Punto Morto Superiore. L'obiettivo è ovviamente
un'erogazione della potenza più fluida possibile e
l'ottimizzazione di emissioni e consumi.
Novità anche per aspirazione e scarico. L'airbox
mantiene il filtro in carta già utilizzato sulla 1150 ma
ora ha una capacità di 9 litri.
|
|
L'intero
impianto di
scarico pesa 10,7
kg, il 33% in meno rispetto al modello precedente. E'
costituito dai due collettori (uniti da un tubo di
compensazione) che vanno ad unirsi con un raccordo ad Y
sotto al motore nella marmitta centrale, che ospita il catalizzatore
con monolito metallico a 200 celle per pollice quadrato e
rivestimento in rodio/palladio.
Il terminale
di scarico è stato completamente ridisegnato per
migliorarne l'estetica e conferire alla moto un sound
contenuto ma gradevole. Per fare ciò è di forma ovale ed
al suo interno ha una valvola comandata dalla pressione
dei gas in uscita in modo da ridurre ulteriormente la
rumorosità ai regimi medio-bassi.
L'alleggerimento generale ha
interessato anche l'alternatore,
ora da 600 Watt, il motorino d'avviamento e la batteria,
per un risparmio di peso complessivo di 2,2 kg.
|
|
Testi e foto tratte da "Motociclismo" anno 9 n.93
febbraio 2004
|
|