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BMW
R 1200 GS
Test su strada
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Paralever,
Telelever, motore boxer raffreddato ad aria… Scorrendo le
caratteristiche tecniche della nuova R1200 GS durante il viaggio
aereo verso il Sudafrica, teatro del test di presentazione,
il dato più importante sembrava quello della potenza massima: 100
CV a 7.000 giri! E via a fantasticare sulle nuove
prestazioni, finalmente notevoli, della "boxerona"
enduro bavarese.
Giunti a destinazione, dopo essere stati aggiornati sulle novità
tecnico-stilistiche dall'illuminante presentazione alla stampa
internazionale, è finalmente il momento di vederla dal vero.
Che dire… è strana, è diversa, in un certo senso
disarmonica, con quel suo sguardo asimmetrico, il frontale
con il "becco" e la parte posteriore semivuota,
ma non si può negare che fin da subito si capisca che è una
GS.
Poi è successo quello che non ti aspetti. Agguanti la moto per
salire in sella e subito la prima sorpresa. E' leggera.
Cioè, è molto meno pesante della precedente GS 1150.
Miracolo? No. Razionalizzazione, riprogettazione, ottimizzazione
ed un sacco di altri "…zione" che come risultato
hanno dato una GS nuova per davvero.
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Tra
le mani, sui fianchi, con la piccola strumentazione sotto al
naso ed il plexiglass appena sopra, si ha la conferma che il
"dimagrimento" c'è stato, che quei 20 kg in meno
(dichiarati 228 kg) siano effettivamente rimasti sullo schermo
del computer dei progettisti BMW.
La posizione di guida è comoda e naturale. La zona del serbatoio
è stretta, il manubrio più vicino e le pedane alla
giusta altezza. Complessivamente è più raccolta
rispetto alla 1150. I piedi si poggiano a terra con facilità e
tutto questo snellimento è rassicurante perché le
dimensioni della moto non sembrano preponderanti su quelle del
pilota, che, anche se di statura non alta, si sentirà meno
inibito nel manovrarla.
Una volta in movimento se ne apprezza subito la maneggevolezza,
di un livello sconosciuto alla progenitrice perché l'avantreno
comunica grande feeling di guida. E' meno brusca nella
discesa in piega ed ha perso qualcosa della classica sensazione
di "stare su un binario" che si aveva con la vecchia
GS, però è anche molto più progressiva, prima
"cadeva giù" per poi piantarsi in traiettoria, ora è
sincera ed omogenea. Su strada insomma va molto meglio.
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In
offroad se ne apprezza il peso ridotto e l'ottima
manovrabilità. L'unico appunto lo muoviamo al manubrio,
ora più in basso ed arretrato e per questo meno
efficace per la guida in piedi sulle pedane, quella che più
si addice alla guida in fuoristrada quando si comincia a
fare sul serio.
Ottime in tutti i frangenti le gomme Metzeler Tourance,
garanti di grande grip su asfalto e di un'inaspettata
sincerità sulle compatte piste sterrate sudafricane, dove
senza fatica o la minima apprensione abbiamo toccato i 180
km/h.
Efficaci anche le sospensioni, con una taratura
di base azzeccata che rende la moto sensibile alle
variazioni del manto stradale o… "fuoristradale".
Il Paralever tra l'altro è migliorato, fa sentire
meno la trasmissione che ora è più dolce e
trasmette meno reazioni alla ciclistica. Volendo
sintetizzare potremmo dire che con la GS 1200 si va
forte in tutte le condizioni e ci si rende conto della
velocità solo guardando il tachimetro.
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E
poi il motore. E' sempre lui, il "boxerone"
BMW, ma ora ha due pistoni più grossi che mai. Eppure
ai regimi medio-bassi vibra molto meno di prima. Il
precedente propulsore di 1130 cc dava tutto e subito, dopo
i 5.000 giri aveva poco altro da dire. Questo nuovo
propulsore di 1170 cc è più "rotondo".
Fino a 5.000 giri è progressivo e regolare,
dà un'ottima spinta senza picchi o flessioni, ma sopra ha
cambiato carattere e nonostante la potenza massima sia
dichiarata a 7.000 giri, si spinge senza incertezze anche
oltre. Con queste premesse le doti di ripresa non
potevano che essere ottime, sia per progressione che per
dolcezza: anche da 1.400-1500 giri in sesta marcia,
si gira la manopola e si riparte da qualsiasi
rallentamento.
Buono anche il cambio. I nuovi ingranaggi
elicoidali hanno giovato alla dolcezza degli innesti.
Certo, è sempre il cambio BMW con frizione monodisco a
secco, ma anche nella precisione degli innesti c'è stato
un passo in avanti.
Infine i freni, all'altezza della situazione in
tutti i frangenti. Sugli esemplari del test c'era l'ABS
ma lo abbiamo tenuto quasi sempre disinserito per via
delle frequenti divagazioni in fuoristrada. Ne testeremo
meglio l'efficacia in occasione dell'approfondita prova
cui sottoporremo la nuova GS 1200.
Una volta tornati dal lungo giro, come ogni motociclista
innamorato della "propria" moto, ci siamo soffermati
ad osservare nuovamente la rinnovata GS, stavolta con
gli occhi di chi "sa".
Strana è strana, inutile negarlo, però la GS piace così.
Bisognerà farci l'occhio e come è successo con le
precedenti 1100 e 1150, anche questa verrà digerita.
L'occhio cade sulla sottile e leggibile strumentazione,
sui tubi della struttura metallica che la circondano e sul
plexiglass del parabrezza. A proposito, regolarlo
in altezza è proprio un gioco da ragazzi, non servono
nemmeno gli attrezzi. Dietro a dominare la scena c'è l'enorme
silenziatore e la struttura reggisella volutamente a
vista. Verrebbe da pensare che potevano metterci due
fiancatine ma è stata volutamente lasciata
"aperta" per conferire dinamicità e leggerezza
alla parte posteriore.
Noi, per ora, la promuoviamo, e non vediamo l'ora di
averla tra le mani per spremerla come si deve,
anche sul banco prova!
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Testi e foto tratte da "Motociclismo" anno 9 n.93
febbraio 2004
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