|
Finalmente
oggi è un pochino meglio il tempo, non bello, passeggiamo per
le vie di El Jem ed in fondo ad una strada dritta, molto diversa
da via dei Fori Imperiali, vediamo lui il più grande dei
monumenti romani in terre d’africa il colosseo! Per noi che
siamo romani è un mezzo shock, ce ne un altro? Ci avviciniamo e
notiamo che è tenuto anche meglio del suo simile romano, seppur
più piccolo. Mentre lo visitiamo all’interno mi rendo conto,
forse per la prima volta, di quanto sia stato grande l’impero
romano. Commentiamo che in fondo gli antichi romani erano un
po’ come gli americani di oggi, dove arrivavano si costruivano
un pezzo di Roma, si riportavano dietro le loro abitudini, la
loro cultura, il loro modo di divertirsi, ecc. non fanno la
stessa cosa gli americani, costruiscono villaggi che replicano
il loro modus vivendi negli USA! Insomma questi romani erano
proprio grandi e qui siamo davanti ad un pezzo importante del
modus vivendi dell’impero Romano in terra d’Africa! Ma bando
alle ciance si riparte e ci riportiamo verso la costa
continuando a salire, ci fermiamo a pranzo a Monastir, una
cittadina turistica, ma meno invasiva delle altre passate, dopo
aver fatto un giro pranziamo al bar-ristorante presente sulla
piazza principale per 17 TD in due, prendiamo cus-cus al pesce,
alcuni tedeschi vicino a noi prendono una pizza margherita e
quando arriva sentiamo il profumo fino a noi e sembra buona, ma
che senso ha mangiare qui la pizza? Dopo mangiato Walter fa fare
un giretto in moto ad un ragazzo che ha passato a guardare e
ammirare in silenzio le moto, quando scende dopo la passeggiata
torna dagli amici come un eroe e notiamo nel suo sguardo una
soddisfazione che denuncia il fatto che non dimenticherà per il
resto della sua vita questa passeggiata. Riprendiamo la strada e
ci dirigiamo verso Hammamet passando per Sousse, un’altra città
anonima dove decidiamo di non scendere neanche dalle moto.
Giunti ad Hammamet ci fermiamo in un bar sul mare appena fuori
dalla Medina dove beviamo un the e fumiamo un Narghilee alla
mela. C’è molta vita, ci sentiamo definitivamente tornati nel
mondo così detto civile, decidiamo di fermarci a dormire qui e
domani di fare il giro della penisola di Capo Bon visitare
Kercouane (che pare essere il più antico insediamento fenicio
trovato al
mondo) poi andare a Cartagine e Sidi Bou Said dove
andare a dormire la notte successiva. Accordatici per l’ultimo
giorno africano andiamo a cercare l’albergo prendiamo la
stanza al Residence Hammamet, vicino alla Medina, spuntiamo un
prezzo di 23 TD per una camera molto grande suddivisa in due
ambienti da una grata di legno, unico inconveniente è che c’è
solo il letto matrimoniale, ma nel secondo ambiente ci sono due
letti singoli con funzione anche da divanetti, uno dei due lo
facciamo preparare a letto. Le moto sono sistemate nel giardino
in un vialetto laterale con un cancello con lucchetto.
Andiamo a cena al Restaurant de la Medina attirati dal fatto che
secondo la Lonely Planet si cena seduti sui bastioni della
Medina, ma fa molto freddo quindi mangiamo dentro. Si mangia
bene e spendiamo 41 TD in due, ma non c’è nessuno e tutta la
vita di oggi pomeriggio? Andiamo allo stesso bar del pomeriggio
è praticamente vuoto ci sediamo pensando che sia presto, altro
the e Narghilee, ma non arriva nessuno, anzi cominciano a fare
le pulizie per chiudere, ce ne andiamo a letto un po’ delusi
ed infreddoliti c’è molto vento!
La giornata in cifre:
spese 59 TD a testa, percorsi Km 200 circa.
|