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Quando
ci svegliamo e dopo colazione andiamo a vedere la famosa grande
duna, il fatto che ci sia solo quella, tutti i cammelli lì
vicino ed i segni di moto e Quad che salgono e scendono ci fanno
insospettire che non sia del tutto naturale, siamo un poco
delusi, lo stesso faccio lo stesso un giretto sul cammello e le
foto di rito (anche oggi è nuvolo!) poi facciamo una
passeggiata per il deserto con le moto ed ancora foto di rito
sulla pista che porta a Ksar Ghilane, ma è troppo sabbiosa per
le nostre pesanti bicilindriche con gomme da strada e cariche
come animali da soma, ma questa oasi è ancora nei nostri
pensieri così prendiamo la strada per Matmata, non dopo aver
spedito delle cartoline dalla così detta porta del deserto ed
aver fatto il pieno, dopo circa 60 Km di un nastro d’asfalto
che attraversa la parte settentrionale del deserto imbocchiamo
la PP Laine circa 50 Km di ondulè, ma poco prima della metà
una buca presa da Walter in maniera troppo sportiva rompe il
supporto della borsa laterale dx, mentre la sx si stacca e la
troviamo nel campo laterale, dopo aver legato la borsa dal
supporto rotto con una delle cinghie con cui avevo cinghiato le
mie borse e con il morale a terra decidiamo di tornare indietro
complice anche il tempo per nulla invitante e temiamo anche la
pioggia che con le gomme stradali su sterrati e moto cariche
potrebbe trasformare il tutto in una situazione difficile!
Tornati sull’asfalto andiamo a Matmata, e dopo pranzo,
consumato in un restorantino sulla strada e mentre aspettiamo
che cucinino il cus-cus ricontrolliamo le moto che non abbiano
subito altri danni, ci facciamo accompagnare da una guida che ci
fa visitare il paese con le abitazioni troglodite, il famoso
albergo dove è stato girato il film guerre stellari, il loro
cimitero ed una casa troglodita abitata da una famiglia che ci
offre un te con del pane fatto da loro da intingere nell’olio
fatto sempre da loro, nel frattempo ci spiega tante
piccole/grandi cose della loro popolazione Berbera, della loro
cultura, del loro modo di vivere, di conservare le provviste e
di tutti gli altri
piccoli e grandi problematiche di vivere in
questo angolo del mondo! Dopo aver lasciato una mancia ai
proprietari di casa ci avviamo verso le moto, pagata la guida,
un ragazzo che ci ha trasmesso una serenità enorme ci dirigiamo
verso Gabes dove ci attendono quelli di Moto for Peace
conosciuti sulla nave. Come al solito arriviamo con il buio
(sarebbe sicuramente da evitare) pernottiamo nel loro albergo
prenotato dall’ambasciata (non ricordo il nome) 50 TD camera
doppia con prima colazione, poi andiamo a cena con loro e
mangiamo a base di pesce 37 TD. Durante la cena parlando con
loro ci viene voglia di aggregarci e di tentare di passare con
loro il confine con la Libia Walter ne sarebbe entusiasta,
domani sera potremmo essere a Tripoli, chissà nel mucchio e con
l’assistenza di ambasciate potremmo anche farcela! La sera in
albergo ne parliamo con calma e ragioniamo che potremmo sprecare
la giornata per arrivare fino al confine per non passare, e se
passiamo dopodomani dovremmo ritornare indietro e correre verso
nord per arrivare lunedì sera a Tunisi per essere in tempo alla
nave di martedì mattina, ne vale la pena? Cosa ci potremmo
aspettare da una Libia vista così? Forse solo un timbro sul
passaporto e se in uscita dovessimo avere problemi anche in
considerazione di non avere il visto precedente
dell’ambasciata? Per di più senza assistenza
dell’ambasciata italiana? La ragione prende il sopravvento sul
nostro spirito avventuriero e quindi decidiamo di lasciar
perdere e di tentare di raggiungere Ksar Ghilane da un’altra
pista più corta, ma più articolata passando da una pista
all’altra e minuziosamente descritta dalla guida di Matmata!
Comunque a Gabes non c’è nulla che vale la pena di vedere e
di trattenersi qui domani, se non c’erano loro non saremmo
venuti!
La
giornata in cifre: spese 61 TD a testa, percorsi Km 200 circa.
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