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Tunisia 2004
Reportage fotografico della Tunisia, inviato da Ivan De Francesco

giovedì 25 marzo

Quando ci svegliamo facciamo colazione e cerchiamo di partire, cerchiamo perché c’è la solita macchina davanti al nostro improvvisato garage! Ci tocca aspettare con tranquillità e filosofia prettamente orientale! Finalmente arrivano i proprietari dell’auto, tra sorrisi e saluti si sposta e noi riusciamo a tirar fuori le moto! È inutile andare di fretta e scaldarsi per i disagi perché non rientra nella loro cultura, in Italia il proprietario dell’Hotel si sarebbe arrabbiato, almeno avrebbe fatto finta, per dimostrare l’interesse verso i clienti, qui ci hanno dimostrato interesse aspettando insieme a noi e ridendo della faccenda, ma i tempi islamici sono flemmatici, siamo molto lontano dalla nostra cultura che va sempre di corsa e sempre pronti ad arrabbiarsi con il prossimo! Finalmente partiamo destinazione oasi di montagna, percorriamo una strada deserta, non c’è nulla davanti dietro a dx e sx a perdita d’occhio e se non fosse per un poliziotto all’unico incrocio in 60 Km! Per 2 o 3 carovane di Toyota carichi di turisti che con l’aria condizionata corrono avanti e dietro a 6 o 7 alla volta (ma veramente questi turisti credono di essere stati in Tunisia e di conoscerla?) non avremmo incontrato anima viva! Poi la strada comincia a salire in montagne brulle, senza un filo di vegetazione, fanno veramente impressione! Una strada bellissima da vedere ma molto stretta con curve a gomito un asfalto pieno di buche ed una carovana di Toyota che corrono ed in curva arrivano contromano con estrema indifferenza! Facciamo alcune foto peccato che oggi è nuvolo, i colori non sono eccezionali, ma la temperatura è comunque sui 30 gradi circa! Arrivati a Tamerza (la maggiore delle oasi di montagna) ci soffermiamo a vedere il vecchio paese abbandonato dopo l’inondazione di fine anni sessanta ci colpisce avendo ancora tutto lo sviluppo verticale, quindi entriamo nel paese ricostruito e contattiamo una guida che ci accompagna a percorrere la pista fatta costruire da Rommel durante la guerra d’africa per collegare l’Algeria alla Libia nella parte sud dello schieramento, così passiamo a pochissimi Km dal confine con l’Algeria (5 al massimo). La pista è con lastroni di cemento, la vista è da rimanere senza fiato, poi il cemento lascia il posto ad una pista sterrata, dopo parecchi Km incontriamo un’oasi, ma sono tutti in tenda, ci fermiamo per scattare delle foto ed immediatamente veniamo circondati da bambini ed a seguire da adulti che c’invitano a pranzare con loro od almeno a bere un te con loro, l’idea ci alletta, ma la paura di essere “alleggeriti” ci preoccupa, siamo spersi fra le montagne e non abbiamo incontrato nessuno da almeno 30 Km, così andando contro il loro spiccato senso d’ospitalità respingiamo l’invito ed andiamo via velocemente, incontriamo anche un monumento di una mano che sorregge un fucile e la guida ci dice essere stato fatto erigere da Rommel, su un lato c’è una pianta della Tunisia, dal lato opposto uno stemma riconducibile alle forze armate e sul fronte è stato chiaramente stato staccato un’altra parte che fosse una svastica od un fascio? Forse staccato dal successivo passaggio degli alleati? Comunque dopo un’altra decina di Km torniamo sull’asfalto e torniamo velocemente a Tamerza, ormai lo stomaco brontola sono le 15 circa! Mentre percorriamo i pochi Km che uniscono l’oasi di Redeyef a Tamerza non posso non pensare ad i circa 50 Km della pista di Rommel, che siamo saliti fino ai quasi 1000 mt su questi sterrati e che circa 60 anni fa sulla stessa pista passavano ben altre moto, ma sempre spinte dai mitici boxer BMW che aggiornati equipaggiano ancora oggi le nostre GS, ci sentiamo di aver reso onore ai motociclisti loro malgrado di quella guerra! Pranziamo in un ristorante che guarda caso è della moglie della nostra guida! In ogni caso mangiamo bene anche se Tamerza causa i turisti ha un livello di costo più elevato rispetto a quanto pagato fino ad ora (24 TD per il pranzo e 50 TD per la guida)! Dopo pranzo decidiamo di ripartire subito vogliamo arrivare a Douz saltiamo la visita alle cascate che ci dicono essere molto belle, mi riprometto di tornarci ne vale la pena! Torniamo indietro per la stessa strada fatta per salire è veramente bella ed anche questa vale la pena di ripeterla! Giunti al bivio fra l’attraversamento di Chott el Jerid e Touzer facciamo il pieno e poi via per l’attraversamento del lago salato, bellissimo! Infinito! In un punto riusciamo a scendere e ne percorro un pezzo sul sale, che sensazione! Non conoscendo con esattezza la pista dove si può percorrere tutto non vogliamo rischiare di sprofondare così risaliamo sull’asfalto dopo alcune foto, peccato per la luce che fa veramente schifo, ma aumenta il senso surreale cielo nuvoloso dello stesso colore grigiastro della distesa salata non si riesce a capire dove è il confine fra i due! Finito l’attraversamento del lago salato e giunti in un paesino ci fermiamo a bere un tè quindi ripartiamo verso Douz dove giungiamo ormai con il buio. Qui dormiamo in uno dei grandi alberghi proprio davanti alla grande duna nella zona turistica siamo stanchi e non ci va di cercare altro, l’albergo è bello c’è anche la piscina, ma decisamente caro per gli standard locali (80 TD per la mezza pensione, la camera doppia), al ristorante troviamo cibo europeo così mangio gli spaghetti e mi sembrano buoni, sarà l’astinenza! Scopriamo che le bevande sono escluse 13 TD per acqua e vino però che delusione mangiare gli spaghetti alle porte del deserto! Le moto sono nel parcheggio interno sorvegliato sotto una tettoia. Dopo cena compro anche qualche vestito a mia moglie nel negozio dell’Hotel, sono belli ed il negozio non è caro, ma meno disposto alla trattativa dei suoi colleghi esterni, si vede la massiccia presenza di occidentali!
La giornata in cifre: spese 92 TD a testa, percorsi Km 350 circa.

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