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Quando
ci svegliamo facciamo colazione e cerchiamo di partire,
cerchiamo perché c’è la solita macchina davanti al nostro
improvvisato garage! Ci tocca aspettare con tranquillità e
filosofia prettamente orientale! Finalmente arrivano i
proprietari dell’auto, tra sorrisi e saluti si sposta e noi
riusciamo a tirar fuori le moto! È inutile andare di fretta e
scaldarsi per i disagi perché non rientra nella loro cultura,
in Italia il proprietario dell’Hotel si sarebbe arrabbiato,
almeno avrebbe fatto finta, per dimostrare l’interesse verso i
clienti, qui ci hanno dimostrato interesse aspettando insieme a
noi e ridendo della faccenda, ma i tempi islamici sono
flemmatici, siamo molto lontano dalla nostra cultura che va
sempre di corsa e sempre pronti ad arrabbiarsi con il prossimo!
Finalmente partiamo destinazione oasi di montagna, percorriamo
una strada deserta, non c’è nulla davanti dietro a dx e sx a
perdita d’occhio e se non fosse per un poliziotto all’unico
incrocio in 60 Km! Per 2 o 3 carovane di Toyota carichi di
turisti che con l’aria condizionata corrono avanti e dietro a
6 o 7 alla volta (ma veramente questi turisti credono di essere
stati in Tunisia e di conoscerla?) non avremmo incontrato anima
viva! Poi la strada comincia a salire in montagne brulle, senza
un filo di vegetazione, fanno veramente impressione!
Una strada
bellissima da vedere ma molto stretta con curve a gomito un
asfalto pieno di buche ed una carovana di Toyota che corrono ed
in curva arrivano contromano con estrema indifferenza! Facciamo
alcune foto peccato che oggi è nuvolo, i colori non sono
eccezionali, ma la temperatura è comunque sui 30 gradi circa!
Arrivati a Tamerza (la maggiore delle oasi di montagna) ci
soffermiamo a vedere il vecchio paese abbandonato dopo
l’inondazione di fine anni sessanta ci colpisce avendo ancora
tutto lo sviluppo verticale, quindi entriamo nel paese
ricostruito e contattiamo una guida che ci accompagna a
percorrere la pista fatta costruire da Rommel durante la guerra
d’africa per collegare l’Algeria alla Libia nella parte sud
dello schieramento, così passiamo a pochissimi Km dal confine
con l’Algeria (5 al massimo). La pista è con lastroni di
cemento, la vista è da rimanere senza fiato, poi il cemento
lascia il posto ad una pista sterrata, dopo parecchi Km
incontriamo un’oasi, ma sono tutti in tenda, ci fermiamo per
scattare delle foto ed immediatamente veniamo circondati da
bambini ed a seguire da adulti che c’invitano a pranzare con
loro od almeno a bere un te con loro, l’idea ci alletta, ma la
paura di essere “alleggeriti” ci preoccupa, siamo spersi fra
le montagne e non abbiamo incontrato nessuno da almeno 30 Km,
così andando contro il loro spiccato senso d’ospitalità
respingiamo l’invito ed andiamo via velocemente, incontriamo
anche un monumento di una mano che sorregge un fucile e la guida
ci dice essere stato fatto erigere da Rommel, su un lato c’è
una pianta della Tunisia, dal lato opposto uno stemma
riconducibile alle forze armate e sul fronte è stato
chiaramente stato staccato un’altra parte che fosse una
svastica od un fascio? Forse staccato dal successivo passaggio
degli alleati? Comunque dopo un’altra decina di Km torniamo
sull’asfalto e torniamo velocemente a
Tamerza, ormai lo
stomaco brontola sono le 15 circa! Mentre percorriamo i pochi Km
che uniscono l’oasi di Redeyef a Tamerza non posso non pensare
ad i circa 50 Km della pista di Rommel, che siamo saliti fino ai
quasi 1000 mt su questi sterrati e che circa 60 anni fa sulla
stessa pista passavano ben altre moto, ma sempre spinte dai
mitici boxer BMW che aggiornati equipaggiano ancora oggi le
nostre GS, ci sentiamo di aver reso onore ai motociclisti loro
malgrado di quella guerra! Pranziamo in un ristorante che guarda
caso è della moglie della nostra guida! In ogni caso mangiamo
bene anche se Tamerza causa i turisti ha un livello di costo più
elevato rispetto a quanto pagato fino ad ora (24 TD per il
pranzo e 50 TD per la guida)! Dopo pranzo decidiamo di ripartire
subito vogliamo arrivare a Douz saltiamo la visita alle cascate
che ci dicono essere molto belle, mi riprometto di tornarci ne
vale la pena! Torniamo indietro per la stessa strada fatta per
salire è veramente bella ed anche questa vale la pena di
ripeterla! Giunti al bivio fra l’attraversamento di Chott el
Jerid e Touzer facciamo il pieno e poi via per
l’attraversamento del lago salato, bellissimo! Infinito! In un
punto riusciamo a scendere e ne percorro un pezzo sul sale, che
sensazione! Non conoscendo con esattezza la pista dove si può
percorrere tutto non vogliamo rischiare di sprofondare così
risaliamo sull’asfalto dopo alcune foto, peccato per la luce
che fa veramente schifo, ma aumenta il senso surreale cielo
nuvoloso dello stesso colore grigiastro della distesa salata non
si riesce a capire dove è il confine fra i due! Finito
l’attraversamento del lago salato e giunti in un paesino ci
fermiamo a bere un tè quindi ripartiamo verso Douz dove
giungiamo ormai con il buio. Qui dormiamo in uno dei grandi
alberghi proprio davanti alla grande duna nella zona turistica
siamo stanchi e non ci va di cercare altro, l’albergo è bello
c’è anche la piscina,
ma decisamente caro per gli standard
locali (80 TD per la mezza pensione, la camera doppia), al
ristorante troviamo cibo europeo così mangio gli spaghetti e mi
sembrano buoni, sarà l’astinenza! Scopriamo che le bevande
sono escluse 13 TD per acqua e vino però che delusione mangiare
gli spaghetti alle porte del deserto! Le moto sono nel
parcheggio interno sorvegliato sotto una tettoia. Dopo cena
compro anche qualche vestito a mia moglie nel negozio
dell’Hotel, sono belli ed il negozio non è caro, ma meno
disposto alla trattativa dei suoi colleghi esterni, si vede la
massiccia presenza di occidentali!
La
giornata in cifre: spese 92 TD a testa, percorsi Km 350 circa.
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