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Itinerari
in moto "Il Mugello" |
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La
scheda
L'itinerario,
di 235 km, si snoda tutto su strade asfaltate, quasi sempre in buono
stato di mantenimento anche nei tratti provinciali; l'ombreggiatura
è abbondante nei tratti appenninici, media e scarsa nel resto del
percorso. Percorrendo le strade dei valichi il panorama è quello
tipico delle montagne appenniniche, dominato da boschi di faggio,
castagno e quercia, a volte interrotto da vasti pascoli punteggiati
da cespugli di ginepro e rocce superficiali. nei dintorni di
Scarperia e lungo la risalita della val Sieve, emergono la bellezza
della campagna mugellana. |
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Filari di cipressi
accompagnano il viaggio
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Fra le
"terre nuove" fiorentine
Si parte da Firenzuola,
"terra nuova" fondata ai primi del Trecento dalla
Repubblica Fiorentina ( da cui il nome) per contrastare la potente
famiglia locale degli Ubaldini. Imboccata la S.S. 503 e scavalcato
il Gioco di Scarperia (m 882), si giunge a Scarperia, l'altra
"terra nuova" della Repubblica fiorentina; vi troneggia
il palazzo dei Vicari (1306), dalla facciata impreziosita dagli
stemmi dei vicari che avevano compiti amministrativi e giudiziari
su tutto il Mugello. Da Scarperia fino a Galliano si viaggia
immersi in un meraviglioso paesaggio di campagna: caratterizzata
da continui saliscendi, la strada, non molto larga e piuttosto
tortuosa, si incunea suggestivamente fra le colline, fiancheggia
casolari, trafigge filari di cipressi. Imboccata la S.S. 65, la
via guadagna la sua peculiarità di strada montana. Superato il
passo della Futa (m 903), si giunge poi al terzo valico del nostro
itinerario: il passo della Radicosa (m 968), da dove si
diparte una strada provinciale che attraversa il Colle del Canda
(m 901) e conduce a Piancaldoli, nella vered valle del Sillaro.
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Il passo della Radicosa,
meta classica dei motociclisti
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Uno
"scampolo" di terra emiliana
Sconfinando in provincia di
Bologna (ma gia in sentore di Romagna) si giunge nella conca dove
si distende Castel del Rio, dominato dalle rovine
dell'incompiuto castello Alidosi ( sec. XVI) nucleo originario del
paese. La S.S. 610 ci riporta in Toscana dopo circa 7 chilometri
in un paesaggio caratterizzato dalla presenza di rocce
stratificate, la strada corre tortuosamente vicino al fiume
Santerno |
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Di nuovo nella
Toscana dei Medici
L'inizio della salita lungo
la stretta S.P. 32, che si inerpica lungo i fianchi del monte
Faggiola, regala una splendida vista sulla marea di groppe
appenniniche intorno. Viaggiando immersi nei boschi di castagno e
faggio si raggiunge il valico del Paretaio (m 950) per poi
scendere fino a Palazzuolo sul Senio, i cui portici rivelano il
suo passato di importante centro mercatale. Una decina di
chilometri in direzione di Borgo San Lorenzo e si arriva la passo
Sambuca (m 1061), superato il quale si va ad incrociare, proprio
in prossimità del passo della Colla di Casaglia (m 913), la S.S.
302 ("faentina"), che prendiamo in direzione di Marradi,
la città del poeta Dino Campagna.
La strada è stretta, con poche protezione laterali e l'asfalto
non impeccabile, ma regala altri due valichi suggestivi che
portano a sconfinare in Romagna: il passo dell'Eremo (m 921) e,
dopo circa tre chilometri, il passo della Paschiera (m 930) |
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Un ponte ad arcata unica
scavalca, presso Vicchio
il fiume Sieve
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Nella valle
della Sieve
E' la S.S. 67, che in
questo tratto costeggia il fiume Montone, quella che si porta
all'ultimo valico dell'itinerario: il passo del Muraglione (m.
907), popolarissimo punto di ritrovo per motociclisti; da qui si
può partire anche per una escursione a piedi fino
all'affascinante cascata dell'Acqua Cheta. Giunti a San Godenzo,
si potrebbe fare un digressione fino Castagno d'Andrea, il paese
natale del pittore Andrea del Castagno, oppure proseguire fino a
Dicomano, centro mercatale già nel medioevo. Si risale ora la
valle del Sieve, affluente dell'Arno, incontrando prima l'Abitato
di Vicchio (dove nacque Beato Angelico; poco distante, in
località Vespignano, naque Giotto), poi Borgo San Lorenzo,
il centro mugellano più grande, in fine San Pietro a Sieve,
importante nodo di comunicazione.
nella parte finale del percorso aleggia la presenza dei Medici (la
nobile famiglia di origine mugellana), testimoniata dalla fortezza
di San Martino (1571) e dal castello di Trebbio (1461) a San
Pietro a Sieve, e della stupenda villa di Cafaggiolo (1451). Una
vista suggestiva sull'invaso artificiale di Bilancino precede
l'entrata in Barberino del Mugello. |
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Il
Mugello museo diffuso
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C'è davvero
l'imbarazzo della scelta se si vuole interrompere la cavalcata in
moto con un assaggio della multiforme realtà di queste terre. Chi
ama la pittura ha a disposizione, a Vicchio, il museo intitolato a
Betao Angelico. Chi preferisce immergersi nel passato contadino
visita, a Grezzano, il museo allestito in una tipica casa
colonica.Chi infine predilige gli strumenti da taglio si intrufola
nel Museo dei Ferri taglienti a Scarperia. |
L'Autodromo
del Mugello |
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Difficile resistere
alla tentazione di allungare l'itinerario sino all'autodromo
internazionale del Mugello vicino a Scarperia. Lungo la pista,
aperta nel 1974 e in seguito ristrutturata per accogliere gare di
formula 1, si cimentano spesso grandi campioni, intenti a provare
nuovi assetti o gomme dalle innovative mescole in vista delle
competizioni internazionali. |
I testi e le immagini sono
tratte da:
"in Moto per L'Italia centro, sud e isole" edizioni De
Agostini
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